La licitazione

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CAPITOLO 12

LE INTERFERENZE AVVERSARIE

Tutti avrete sperimentato al tavolo verde come le interferenze avversarie sulla vostra apertura o su quella del compagno vi rendono la vita difficile.
Soprattutto se le interferenze sono a salto e fatte con mani non molto forti in punteggio ma ricche di valori di distribuzione.
Fatte soprattutto con lo scopo di togliervi spazio licitativo, spesso fanno saltare automatismi messi a punto con il vostro partner; spesso poi si trasformano in autentici trabocchetti che vi impediscono di chiamare il migliore contratto o che vi costringono a contrare il contratto avversario in modo non remunerativo.
Molte volte anche al tavolo vi è stato consigliato, vietato, suggerito un comportamento. In questa sede dobbiamo mettere a fuoco ulteriori meccanismi e dobbiamo renderci conto di come un'interferenza possa, a volte, stravolgere o semplicemente mutare alcuni comportamenti originari.
Una premessa: troverete mille libri sui sistemi e la quasi totalità di essi è dedicata alle dichiarazioni d'attacco, cioè allo sviluppo del sistema stesso senza essere disturbati, cioè, dalle interferenze avversarie.
Troverete invece poche righe dedicate a come il sistema stesso muti dopo un'interferenza avversaria e a come ci si debba comportare in situazioni competitive. Ciò è dovuto al fatto che il bridge ha subito un'evoluzione rapidissima di cui molti non si sono resi conto.
Fino a non molto tempo fa la stragrande maggioranza delle dichiarazioni si svolgeva nel silenzio avversario e si potevano cosi mettere in moto quei meccanismi di base più volte esaminati in teoria.
Nel frattempo il gioco è cambiato ed è diventato certamente più aggressivo, altre teorie sono emerse (basti citare la Legge delle prese totali) che hanno indotto gli avversari ad interferire anche con mani deboli ma sbilanciate così che poche volte ci è consentito di dichiarare come avremmo voluto e raramente la linea avversaria ci consente di licitare indisturbati.
Ecco quindi la necessità prioritaria di esaminare come e perché il sistema muti dopo un'interferenza, e come si possano sfruttare al meglio anche le stesse interferenze avversarie.
I sistemi in sostanza sono diventati due (spesso molto diversi): quello da usare se l'avversario tace e quello da mettere in atto tutte le volte che invece interferisce; inoltre, si tratterà ancora di un nuovo sistema, diverso da quello base, ogni volta che ad aprire sarà l'avversario mentre saremo noi a fare i nostri interventi sia quando abbiamo mani deboli allo scopo di disturbare gli avversari sia, altre volte, anche con mani molto forti con le quali, con un minimo di forza da parte del nostro compagno, sarà possibile giocare la manche.
Ma dirò di più: poiché ciascun avversario effettua le interferenze secondo quello che è un proprio sistema, la migliore difesa alla interferenza avversaria dovrebbe essere "calibrata" sul sistema impiegato dagli avversari. Ma questo ci spingerebbe troppo oltre agli scopi che mi sono prefisso.
Ricercheremo, pertanto, una linea di azione che possa andare bene in circostanze diverse.
Prima di proseguire, voglio fare una precisazione: spesso si sente parlare di interferenza o di interventi senza distinzione fra i due termini, contribuendo con questo ad ingenerare una notevole confusione.
Noi parleremo di interferenza (avversaria) se è stata la nostra linea ad aprire la dichiarazione nominando un colore o licitando Senza Atout e gli avversari sono a loro volta intervenuti nell'asta licitativa, sia nel caso che siano complessivamente deboli, sia nel caso che a loro si debba attribuire la maggioranza dei punti.
Parleremo, invece, di (nostro) intervento nella situazione opposta: sono gli avversari ad aprire la dichiarazione ed è la nostra linea ad "intervenire" effettuando a sua volta una dichiarazione diversa dal "Passo".
Per non rimanere troppo nel vago, stabiliamo, prima di procedere oltre, uno stereotipo di interferenza avversaria, in modo da poter stabilire le contromisure adeguate all'interferenza subita, sottolineando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che qualora il sistema effettivamente adottato dagli avversari preveda un diverso tipo si interferenza, ciò potrà imporre aggiustamenti anche al nostro sistema, quando sia interferito.

A conclusione del paragrafo, riportiamo uno specchietto illustrativo delle dichiarazioni a disposizione dell'apertore e del suo compagno per contrastare l'interferenza avversaria, dichiarazioni che andremo ad illustrare nei prossimi paragrafi.

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