IL CORSO ELEMENTARE SUL GIOCO DELLA CARTA

OTTAVA LEZIONE

CON OTTO SEMPRE E CON NOVE MAI?


La massima su cui è stata attirata la vostra attenzione vi indica la maniera migliore di manovrare un colore rispettivamente di otto e di nove carte quando vi manca la Dama quando non siete in possesso di altre indicazioni che vi provengano dalla licita o nel corso del gioco.
Esistono tuttavia numerose eccezioni alla suddetta regola, cosa che del resto avviene per tutte le altre regole bridgistiche. Prima di stabilire quale sia la migliore maniera di muovere un colore, dovete esaminare, nel corso dell'effettuazione del Piano di Gioco, quali effetti nocivi possano derivare dalla cieca ubbidienza alle regole generali.
In alcuni casi effettuare l'impasse con otto carte o battere in testa con nove potrebbe mettere in crisi il contratto qualora la dislocazione della Dama non sia conforme a quella di massima probabilità.
Anche se qualche caso in cui non bisogna ubbidire alla regola è già stato esaminato limitatamente alle situazioni "con otto sempre", daremo ora alcuni segnali di pericolo che vi metteranno sull'avviso per considerare con occhi nuovi la situazione al tavolo.
1. Evitare di far entrare in presa l'avversario pericoloso.
Mantenere il contratto è, soprattutto quando giocate in duplicato o in partita libera, molto più importante di fare il massimo delle prese in un determinato colore. A volte potete permettervi di cedere una presa che avreste potuto molto probabilmente fare all'avversario innocuo piuttosto che rischiare di darla al "fianco pericoloso", l'avversario cioè che con il suo ritorno potrebbe battere il contratto.
2. Avete troppe perdenti immediate.
Non potendo permettervi di cedere la mano alla difesa, potrebbe essere controproducente fare l'impasse alla Dama con otto atout sulla linea.
3. Avete problemi di rientri.
Pur avendo nove carte sulla linea, con un colore fortemente asimmetrico e senza rientri laterali nella mano lunga contenente i due onori di testa, potreste essere costretti a fare subito l'impasse per non correre il rischio di non poter poi affrancare il colore lungo.
4. Le mani sono molto sbilanciate.
Come vedremo nel prossimo paragrafo, con mano molto sbilanciate è generalmente meglio battere prima un Onore e poi fare l'impasse alla Dama anche se si hanno nove carte sulla linea (Teoria Blackwood sulla distribuzione).
5. Quando si sia riusciti a contare la mano degli avversari.
Se siete riusciti a sapere che il colore avversario è diviso 3-1, potete battere un Onore e, se non cade la Dama, potrete fare l'impasse al secondo giro. Esamineremo con maggiore attenzione l'importanza del conto della mano dei difensori nel corso della tredicesima lezione alla quale rimandiamo per un approfondimento in materia.


Abbiamo esaminato al volo i casi in cui è bene ignorare il consiglio dato dalla massima "con otto sempre, con nove mai"; nelle fasi di impostazione del vostro Piano di Gioco non dovete perdere di vista il vostro obbiettivo e stabilire quanto ne siete lontani e che cosa dovete fare per raggiungerlo. Nella quarta fase, mentre cercate di coordinare i vari passaggi e quale sviluppo dare alla vostra manovra, vi dovreste rendere conto se è il caso di ubbidire alla succitata regola oppure se, al contrario, ciò si può rivelare controproducente.
E, per concludere per il momento l'argomento, vi propongo una interessante smazzata in cui dovrete stabilire come giocare un colore di nove carte sulla linea, mancante la Dama, per mantenere con sicurezza il contratto.
Seduti in  Sud  vi trovate a giocare il contratto di 5
dopo la seguente dichiarazione:

L'attacco è con l'A .
Per il momento verranno rappresentate solamente le mani del dichiarante e del Morto, nascondendo le mani dei difensori, in modo da farvi provare le stesse emozioni del dichiarante durante la formulazione del vostro Piano di Gioco.

Prima fase: Quante perdenti mi posso permettere?          -      Due
Seconda fase: Quante perdenti ho?                                    -      Due e ½
Terza fase: Quali mezzi ho a disposizione?
Posso guadagnare una presa se riesce l'espasse al Re di Cuori o se riesco a catturare la Dama di Quadri; un'altra possibilità è offerta dal palo di fiori del Morto sul quale posso scartare le cuori perdenti della mano e quindi tagliare le cuori perdenti del Morto.

Avete fatto il vostro Piano di Gioco? Sono sicuro che è esatto; prima di illustrare quella che sarebbe dovuta essere la Quarta Fase, diamo un'occhiata alla mano completa.

Quarta fase: Come coordinare questi passaggi?
Vi si è presentato il solito dilemma: avendo nove atout sulla linea e mancandovi la Dama, fate l'impasse o battete in testa?
Anche se la massima vi dice "con nove mai", essendo la mano di Nord molto sbilanciata, prima di prendere qualsiasi decisione in merito cercate di riflettere.
Anche se l'apertura di Ovest potrebbe indurvi in tentazione facendovi posizionare nella sua mano l'Asso di Cuori ed inducendovi a tentare l'espasse al Re, cercate di immaginarvi le conseguenze che potrebbero derivarne se l'Asso è invece in Est: perdereste anche la Dama di cuori ed il vostro contratto sarebbe legato solamente a come muovete gli atout.
Provate invece a cambiare linea di gioco: tagliato al Morto l'attacco iniziale, battete un Onore di atout, entrate in mano con il Re di Fiori ed intavolate il 10 di atout.
Quando Ovest segue con una cartina, state basso e fate l'impasse alla Dama.
Anche se pagate la Dama di Est, non ci sarebbero più atout in mano agli avversari, sareste protetti dal ritorno cuori (gli avversari non potrebbero fa-

re più di una presa nel colore) ed avreste ancora due atout in mano per tagliare le cuori perdenti del Morto, dopo aver scartato le vostre sulle fiori lunghe di Nord, e realizzereste anche una surlevée se Est non si affrettasse ad incassare l'Asso di cuori.
Esaminate ora cosa vi sarebbe accaduto se aveste battuto in testa Asso e Re di atout: la Dama non sarebbe caduta e non avreste potuto far nulla per non far entrare in presa Ovest, il vostro fianco pericoloso, che con il suo ritorno cuori avrebbe penalizzato il vostro contratto.

La mano precedente è un chiaro esempio in cui la cieca osservanza alla massima "con otto sempre, con nove mai" sarebbe stata controproducente e vi avrebbe condotto al disastro.

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